Colpi d’osso, una certa malinconia ora che temo – mia antica soldatessa –
il fuoco che corre sul mare e di là un pensiero di costa dove la nebbia
muta in memoria. Nella dolcezza mi tiene soffusa, mi vince come campo lavato.
La nostalgia è un’armata di alberi che vittoriosa canta la mensa del corpo.

La casa è sott’acqua. Nelle regioni colme di lava si raccolgono nidi.
C’è un sacrario pronto per l’uccellagione. C’è un cardo sepolto
all’ombra di un veliero. C’è una piccola strada dentro le mani.
C’è un orto e il suo cuore. C’è una lama. C’è il luccicore
che taglia nel vento. C’è il silenzio e la luna C’è un arco che mira.
C’è vuoto. Non c’è niente.

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