Viene, cobra sottopelle.

Mi bagna nell’acido della saliva.

Sibila carne e cuore.

Mi ficca nella nera apertura.

È una diga: la fame scannata: la Santa Teresa armata.

Rolla a mezz’aria. Mi avvita al suo fusto.

Mi becca con la picca che le esce dalla bocca.

Mi fa legna secca per i fornelli.

Arrota la lingua con il suo stivale nazista,

finché sorgo nera come un corvo.

 

Lei è il midollo lunare.

Io sono il lager che apre di punta.

Sono la sconfitta prima che dica guerra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
lissy elle
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