C’è un bosco tra le case, l’antica foresta

dove bocche svelano la muta dei cani.

Qui non lascia tregua la neve,

non resta impronta sul bianco dei lenzuoli.

Un grido spalanca cuore, pelvi.

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Fuori, l’erba canta i corpi lividi:  la conquista dei trafitti.

Niente ha più condizione del patire.

La resa è in campo aperto,  senza voce.

Per questo ancora inverto rotta

senza obbedienza

cerco il pieno di un silenzio

dove frutti un’ombra che levi il volto

all’unica domanda.

mario giacomelli

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