Il profumo della vigna si allunga fin dove i castagni offrono conforto.  I graspi vengono divisi dagli acini, con dedizione riposti  in altri tini.  I tini odorano di casa, di calore levato dalle bestie, fieno ammucchiato dopo il  sole. La crudeltà delle apparenze offre la vista sui propri cari, una fessura fra le travi dove è appeso il maiale. I ferri battono l’aria come bestemmie; occhi smarriti; odio in nome di mancanza.

La distanza è una crepa che attraversi nel buio; gli alberi respirano lo sfondo.

Scavato fra le case, il cortile ci raccoglie nei giochi e nelle ingiurie. La polvere soffoca le foglie. Nascondino – una parola –  e corri al posto più lontano, dietro la botte. Non mi cerca nessuno.

La vigna corre lenta fino dove i campi coltivano aperture.  Il vino sa di terra e legno. Mosto dentro gli occhi e una striscia di cuoio.  Aceto sui pomodori.

 

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