Al sempre alle altissime valli al cocchio
del fiore  alle dighe alla tigre a ogni
memoria di dente sui polsi nei cavi degli occhi
dopo le case crollate dopo le braci i grandi silenzi.
Al lontano al freddo che tocca l’inverno dolcissimo
quando non cielo non campo fango corda nessun tempo
nessuna preghiera purezza non croce velo
di fiaba confine perdutamente non
come albe inesplose semi legati alla lava insondabilmente non  
le inesprimibili altezze i fecondissimi inferni  a sempre
invocare  a sempre sempre tendere
al troppo a nessun mai a mai interamente sempre, sempre.

mario giacomelli

 

al sempre mai che cammina al mio fianco
all’incanto in cui m’imbarco
in questo cielo come un inferno
nell’ impietosa navata del giglio
e premo il mio occhio sul risvolto del sogno
lieve impalpabile precipizio di un fiocco la neve che lega il tuo silenzio con il mio
la neve che nega l’empio e il pio disumano correre della storia
in un interminabile pellegrinaggio delle sponde
frane dentro la sua statua corrotta
al mai per sempre
che nel suo vuoto ospita
ogni parola rotonda e conta
la parola fredda del dissapore del disamore l’inadempienza e la scostanza
la nostra vacua propensione di starcene ovunque
e mai nel fuoco che ci avvampa.

– fernanda ferraresso –

 

mario giacomelli

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