A Sud

Nell’inguine
sul fondo luminoso che comanda: arresa arresa!
la lingua mi canta in armata
la lettera muta
dove gli scogli odorosi ritornano
il linguaggio dei tendini
che leva distanze fra me e l’aria
fra l’aria e l’aorta dove tu affondi
remi come balene sopra i morsi
supremi del mare.

vr morrison 

Logaritmo 

Arrivi sempre un attimo prima
che le mie dita perdano il conto
delle vene in ombra. E ogni volta
riparto dal principio
segnando il profilo alla bocca,
le altezze estreme su
dalle gambe, le curve strette dei respiri.
E ritrovo i posti che hai abitato,
la vertigine dietro la nuca,
l’invasione dalle scarpate,
la confusione
la confusione
la confusione

 

 

Costa Rica

Se per innamorarti piano
salissi la tua bocca
col tempo scuro dell’Africa
a leccarti la pelle
e rubassi al pendio di un altare fuori moda
la commozione.
Nel modo in cui i campi al mattino
sentono adagiarsi un chiarore che
spacca le zolle, l’acqua che cade sopra le pietre.

E tu che mi guardi da dietro la porta
e non dici
che piccoli cerchi sulla tovaglia;
lingua che ascolta
e raccoglie, riversandomi nel sangue,
un desiderio impotente
di salvezza.

 

Emanuele Dascanio

 

 

lucignola

Se  voglio se ingorda voglio la fune
tesa fra l’erba e l’universo se la tua voce voglio
toccare come farina se una luna ti impasto
sul seno se per cullarti la notte nell’altitudine
dove si sperdono i fianchi voglio
la bocca che adora le dita fino alle gocce
se nella lentezza ti infilzo se ti fiacco nella mia festa
se anche il sangue come una perla
se ti curvo di punta se nell’utero perdo il singhiozzo
se nel morso lo schiocco nella bocca ti sfamo
se la selva ti sfilo nel nodo
io svetto dove ha mondo il mare
infioro nella saliva
mugghio alla luna e luminosa ricanto.

vr morrison

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