Bianchissima, lei
batte la costa alata della montagna.
Entra a velo soffuso, a braci
di picchi dorati.
Confonde profili, li leva
al sogno del vento.
Le case cadute. Ammutolite.

Perduto ogni nome.
La terra avvolta.
Portata via.

Mitch Dobrowner

 

Viene
dalla luce in bianchissime seriche matasse e ritorta
sulla bocca del cosmo con saliva d’acqua e collante di stelle
Scendendo prende forma si strappa
sulle croci delle cime e nei crocicchi di paese
s’intrufola tra la gola e la carne delle montagne
ne veste la polpa ossuta benda i quarzi
scende più in basso
si arrotola nel passo fino al bosco
dove s’ingela la casa e la fontana
è una fiammata di candore nello scorcio di una casa
dove abita la madonna col passero del guercino.
E nel silenzio infittitosi
nella notte costruisce
florilegi di cristalli e reti tra le trame dei ragni
sulla veste delle rose sono corti con cortei di disegni
tracce in ogni angolo del mondo
è l’alfabeto di un nome solo
Silenzio
avvolge finalmente la terra
un vaso canopio
per un’altra dimensione.

– Fernanda Ferraresso –

 

Mitch Dobrowner

 

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