Poi sul collo non lascia segni
ignoro da che parte arrivi
e se arrivi

come muove i suoi capelli.

Resta che solleva alto
e tocca forte. Chiede baci
da strisciare.

Cammina scavando i soli belli
le voci e poi le notti
che salgono innocenti fra le gambe.
Come non morisse.
Come un salto.

Poi più niente.

Il cerchio resta aperto,
non finito.

Io resto appesa,
un’appendice di terra incolta.

Lei lo sa.

Lei lo vuole.

Poi così per finta china il capo
sorride
arpiona forte.

sarah rose smiley

 

 

 

Amo la sete non avere un riparo stare
sovresposta quando dormi e entrarti è una vittoria facile.
Nasco nella dismisura che rallenta il suono della bocca
quando il bacio lungo i polsi dove i tendini schioccano la freccia.
Abito il quartiere criminale lo sboccato
sangue la ferita che ara rossa la tua bocca.
Non sto attenta  mi slivello mi struggo sfoco
nel livido che batte dentro un nodo l’ordine ritorto.
Sono il suono accelerato lo smodato cicaleccio
che becchetta i pori e mi slavina contro i denti
la tua terra. Così arrivi come un bossolo che semina la miccia
lì dove mi azzurro incagliata viva
quando ancora fendo il largo della tua gola.

sarah rose smiley 

 

 
 

erotica parola glabra
liscia lucente zotica spada
imminente frangente
che ferisce
il mio niente

nel suo arrocco di nodi nella mia coda di ali e
aria in me di carne che si sperde
sprofila la linea smura il mio ade
di sale in ferme di-
te che vieni inutilmente

inferi nidi tra i tendini comprimi lacune
dello splendere e perpendicoli di folgore
nel sacco svuoti
in me del nero il tuo inquieto
crescere di forme

non fermarti continua
col mio cuore costruisci il tuo battente
e dal buio la tua bocca scriva
la spiga e la spina il rosso della polpa che spiega
forte mente il niente della mente.

Dall’altro lato della stessa sostanza
canta e conta il fondo delle ossa
poi che la fiera deposta possa
pascolare la mia storia nella larghezza
in ogni tua parola.

– fernanda ferraresso –

 

sarah rose smiley

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