I campi capovolti recano sul volto
il viaggio millimetrico del fuoco;
con loro discendo al suono della torba
che muove al prodigioso battere
luce contro luce.
Fa le cose alate,
un modo disarmante di toccare,
come fosse tutto schiuso
a una possibilità di colpi senza fine,
corpi che mostrano il pulsare
di vuoto che dissolve al suolo.   

E’ lui che incide il passo con il quale ti percorro
dove l’erba ha colto il cielo
nell’essere vibrante che svanisce. 

La consacrazione alla bellezza
rovescia uccelli come fiori
all’impalpabile, al mutabile
abbraccio teso al buio:
dispone il muoversi sinuoso
del vento angelico,
l’asta dell’atleta
che tende i muscoli all’unisono col cielo.

 Mentre il folle kamikaze
ribalta nulla in altro nulla
immutabile boato dentro il petto
chiamato allo stupore che dirada il vero       
tocco
la corsa di un cavallo imbizzarrito, il rosso
che corre nel suo laccio.

Tutta sei, e sola,
magnificata fuga, mia nuda 
fosforescenza;
mi piego alla tua cruna, alla tua stella
per nessun nessun nome
per nessuna memoria
più di questa
capovolta verdissima apertura.

 

 

sarah rose smiley

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