Al figlio di un amico

 

 

Ebbra di significati
La Realtà lavora in aperto mistero
E a volte ottiene
Che non solo il sonno, ma anche la vita
Ci sia sogno.
E quando ottiene questo
Ciò che doveva essere è compiuto.
Perché una volta che sogno e vita,
Queste due illuminazioni dell’Essere,
Confondono le proprie fonti sotto ai nostri sguardi
Il miracolo iniziale di Separazione
Nel miracolo finale di Identificazione si esaurisce
L’Intelligenza cessa, la Visione riposa; si chiude il cerchio.
Perché tuo figlio è venuto e porta la sua anima
Con miracolosa umiltà e altissima cortesia
A praticare Sogno, Vita e Morte
E a unirsi nel pellegrinaggio dei significati
Avvertendoci umilmente del significato che lui è?
A renderci più ricchi col saperlo
E a formulare una parola più completa
Della scienza di ciò che ci aspetta.
Perché come l’ho visto ieri
Salutare da anima ad anima una donna
Mi ha fatto capire cos’era il salutare,
Che è il riconoscere l’esistenza di un altro con un’energia
Simile a quella usata da Dio per invitare un’anima
ad esistere
E questo non lo sapevo
E in cambio di un insegnamento così importante
Io gli dico: non temere il tramonto
Perché è lì che nascono altri giorni
Ed è dove riceveremo un Saluto
Che ci farà nascere davvero.
Ed è lì che mi dirigo camminando senza alcun affanno
Più sicuro della mia eternità e di quella di mio figlio
Dopo aver visto come saluta il tuo.
Tuo figlio il cui significato è Io Saluto
Io applaudo ogni vita.

 

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in:   IL PRISMA E LO SPECCHIO – Jorge Luis Borges, Adelphi 2009

 

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