Lo stupore di sentire
il viaggio premuto alla bocca
la percussione con cui scavi
un piccolo villaggio
il luogo in cui abitare
il bianco dentro la pioggia
quando, toccata dalla foglia,
coglie l’aria, e goccia sulla nuca
di te che passi così vicino all’equatore
impossibile dire la luce che solleva
dalle torri, i boschi notturni
e quanto
sia lontana, così lontana
la terra da qui, ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tress arthur


avevo solo le nude mani
e la terra si era fatta dura
ibernata la vita
scavai da dentro
dalle regioni della mia notte
versando ogni specchio
d’acqua il cristallo
fino a queste tue
parole fiore in riva all’uragano

– fernanda ferraresso –

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