bocca di luna e grazia, entrata luce non luce

che strabili le rotte, che spacchi il ventre dei pioppi e scoppi

le vene del prato; a tiri di bocca risalgo dove sei e mai ti fai

tu, gonfia di perfezione, nuda rotta delle acque aborigene

tu che fai del cuore supplizio o greppia danzante;

quanto andare la tua rotondità, quanto e mai nelle tue mani agghindate

dei rami bianchissima amante che scuoti il volo agli uccelli e liberi

ogni seme dal mare;  tornando a te torno alla mia bellezza

con un solo nome, sola, tu, essere di piena bellezza, piena

 

debbie fleming caffery

 

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