Rasa al suolo – vinta – un corpo senza voce senza scudo,

piegata nuda, priva di parola, per ora ancora viva, troppo viva

e inutile per i prati sopra le mattine, per le case, il vento appeso

alle finestre, inutile alle costole ai gomiti alle fabbriche;

sconfitta come un sasso dentro un’abetaia, il traffico alle cinque,

vana per l’Hiroshima che mi rolla dentro il sangue

e mitraglia il suo fungo silenzioso.

Un’aquila si annuncia negli occhi della ragazzina.

Punta al cuore.

 

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da: Spaccasangue, le Voci della Luna

yamamoto masao

 

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