Come una capra ho belato alla tua gola.
La tua gola beduina, la tua gola meticcia
rovesciandomi  ha falciato cinghie che tenevano salde l’azzurro,
ha capovolto la grande terra,  l’ha precipitata fino alla porta oscura.
Da lì, ora, selve ruminano le foglie nuove e molte
cose e di più svernano contro i denti , ringhiano rose.

*

Ho una passione per gli insetti
per le talpe i ghiri
il morso del serpente il secco
suono del picchio contro la bocca
di un pioppo la saliva di un ragno
lungo i fianchi della roccia tutto
il muschio che si spande quando sali
fino a due di me, fino a tre che schiude
fino a mai per sempre, fino a me niente,
oh, niente!

*


A scuola dalle more, portando i prati
alla bocca e loro a dirmi senti?
e poi finire.

Per un momento, eppure,
sono stata il sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

benjamin goss

 

*

 

non dirmelo non dirmelo con la bocca
soltanto scrivilo con il piede batti
entra dentro il ventre della terra
non ci sono vuoti dentro cui stare tutto
è un elemento soltanto e il verme è la mia bocca
e la farfalla è tasca dell’inguine e
un mare ho vivo di insetti e valve dentro un fiume di rosso
che mi scorre ancora persino quando il corpo dorme
in questa pianura deserta senza fiamma
mi accende l’aria facendone galassia
non dirmelo non dirmelo ancora dentro le sillabe consuete
apri la parola e fanne terra magma semente
spacca la scorza di questo vuoto di distanza
e ascolta quanto ancora mani e bocca e nuca e pancia
sono la serpe che ci abita e ci sveste
di una vita da cui non si sparisce mai
dentro la quale non c’è morte
mai
sappilo
mai per sempre

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fernanda ferraresso

anthony goicolea 

 

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