Sì.  Dalle ossa del lupo alla tua gola, sì nella prima fienagione, distesa alla soglia del sì, scura, toccando le dune dei sì, e calando,  toccando  fibre e cementi, cedendo  alle mire, sicura dentro la bocca, coi campi dei sì, coi lampi alle bocche,  dentro le unghie dei sì  che corrompono gli inguini, oasi di sì nelle curve delle alte lune,  scavallate sui dorsi, facili sì della selva. Quanto ancora mia, quanto e mai nella chimera  del sì che assesta la frusta,  e colpi di lingua, e sì  giù dalle gole. Presa di schiena mi invero di sì. Più dolce. Più alta dell’ acqua. E lenta. Muta.  Sì. Ai tuoi piedi, legata. Negata ti offro la vita.

 

 

Sophia Hewson  

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