E’ con l’odore dei faggi che la sera viene
alta sopra i tetti, nel punto dove la memoria
spinge la luce a disfarsi di tutte le cose,
credere alla distanza che fa grande la notte,
più fitta la pena.

Le tracce delle volpi finiscono nei semi masticati dalla terra,
nel morso del bosco infinito
dove  gli uccelli sembrano sul punto di morire.

A seguire sono i colpi del sangue.

Batte il buio a mani tese.

E’ alta la notte, alto il filo fra casa e casa
dove il silenzio raccoglie suoni di preghiera.

Così viene, in questa luce ossigenata,
aria che perdona il mago della gola
in un sogno acuto di immobilità.

Annunci