“Com’è difficile non fare “realtà” di questo o quello, mentre la realtà è una sola. Ebbene, forse è questo il mio dono; forse è questo che mi distingue dagli altri: credo debba essere raro avere una coscienza così acuta di una cosa simile…” “Questo spaventoso metodo narrativo dei realisti -andare avanti dalla colazione al pranzo- è falso, irreale, del tutto convenzionale. Perché tollerare in letteratura ciò che non è poesia, che non è, cioè, saturato?” “La vita, insomma, è molto solida o molto instabile? Sono ossessionata da questa contraddizione. Dura da sempre, durerà sempre, affonda giù fino alle radici del mondo, quest’attimo in cui vivo. Ed è anche transitorio, fuggevole, diafano. Passerò come una nuvola sulle onde. Forse può darsi che, pur cambiando, pur fuggendo uno dopo l’altro così rapidi, abbiamo -noi esseri umani- una qualche successione e continuità, e che la luce ci attraversi. Ma cos’è la luce?”

da il primo amore

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