C’è un porto oltre il bosco
dove si incontrano distanze.
Raccoglie nelle ossa delle strade
il deserto che viene dopo il buio.

Gli spari si disperdono nelle foglie
dove i rami sotto ai piedi
colgono il silenzio confinato all’alba
nell’abito posato sulla sedia.

E’ dai vetri,
con l’aria che spalanca le lenzuola,
che arrivano i sentieri respirati.
Sollevano le spade contro i fiori
per le terre faticose della carne.

passato

mario giacomelli

 

***

stamattina alle nove
un’ora insolita per me che mi alzo
da anni molto presto
andavo con il cane come me sempre più vecchio
verso quel che resta
dei campi e della gente
sbranati entrambi dalle reti elettrosaldate
conficcate nella carne nostra dentro la terra
e la pioggia lenta
faceva specchio lungo la strada vuota
nessuno in piedi
ogni cosa dormiva pesante
un sonno onnivoro
gli uccelli sui davanzali chiusi dormienti inebetiti
senza nidi sugli alberi moncati delle teste
e gli altri più deboli e giovani proni dal troppo peso
sotto un cielo di diluvi
non un suono
non un movimento
tranne i miei passi
accanto al cane
e il ticchettare della pioggia
fattasi più fitta.

– Fernanada Ferraresso –

 

 

 

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