I – il sogno

Era una doppia notte.
C’era il sogno e c’era lei.

L’estate saliva dai vicoli di un paese conficcato nel fianco.
Non c’era il cielo.

Bionda. Sexi. Doppia sul doppio della notte.
Un vestito di lustrini la fasciava come una fandonia.
Infilata sui tacchi a spillo, respirava come un forno crematorio.

Guardava una donna riversa su una panchina.
Un uomo l’abbracciava come una fine.
Le sollevava le gonne e la inforcava con un piccolo sesso.
L’amava e la uccideva.
Piangeva e la stuprava.
Era un mignolo.
Scompariva dentro lei.
Un’auto lanciata in folle dallo strapiombo della sua vulva.

Lei non si muoveva.
Lui la percorreva.
La percorreva e la uccideva.
Di nuovo la uccideva.
Ed era lei.

 

II – il credo

Le prende le mani.
Uniti in preghiera.
Quasi salvi.
Fermi dentro una giornata lebbrosa.
Inginocchiati nella paura che li disfa sotto le dita.
Una granata.
La vie en rose esce dalla radio come un mantello bucato.
La casa risorge.
Ritmo.
Pugno fermo.
Soprattutto il coraggio.

Lei non è un tipo facile.
Si contorce.
Luminosa bocca spalancata.

 

 

III – lo scempio è glorificato

Un righello prende la forma dell’uomo,
l’incantesimo che Dio ficca cerchio a cerchio nel ventre.
Entra come un martello.
La schizza sui muri.
Nera e vasta.
Sterminata.

Lei che lo ama
che lo accoglie madre e madonna.

A terra la donna.

 

III – canto morto

corpo-mattatoio in assalto alla paura
corpo-crocifisso nei riti delle amputazioni
mutismi eroici
e i tubi catodici ruotano occhi di quasi uomini.

 

IV – prima della creazione

Amare molto.
E amando cadere.
E amando amare fin la fine.

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ken rosenthal

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