Piazza Duomo e il podere della mia pancia
che continua a credere ai tordi, alle lumache,
agli svincoli della pelle con una chiarezza
che mi intimorisce. Senza dubbio
ho avuto qualche trauma infantile.
Ne sono certa quando guardo ragazze
che attraversano il parco
sotto gli occhi famelici  dei castani:
nel bel mezzo della falcata del sole
questi tipi  gorgogliano la loro più vera
somiglianza con l’uomo calvo.

Ma la piazza non se ne cura, i ciottoli
continuano a farsi calpestare da persone ignote ai più,
i bar si sporgono, fanno l’occhiolino interessati;
tutto noiosamente comune all’ordine tanto caro ai piedi.

Ma torno alle mie certezze, tipo che da qualche parte rinascerò prato.

Intorno  intanto  altri alberi viaggiano spregiudicati
dichiarando la mia distanza dalla loro altitudine
direttamente proporzionale  alla certezza di esistere.

Ioana Cîrlig

Ioana Cîrlig

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