Pomeriggio, le cinque. Avevano appena mangiato una pizza per strada. Lui le baciava la bocca. La teneva e le diceva di andare via.
Sono entrati al museo.
Una fila di gente all’ ingresso: cinesi, donne ciccione, persone in gruppo o da sole.
Lui stava male, aveva questa cosa incompiuta dentro le mani. Lei voleva entrare, sapere.
Erano vicino all’acqua. C’era freddo senza l’inverno. E c’era un quadro di barche, e profili bianchi di vele.
Sono rimasti fermi davanti al quadro. Si sono lasciati inghiottire. L’acqua li ha portati a riva, su quella spiaggia che non si vedeva, dove c’erano alberi da frutto e una casa con la veranda. Un quadro con molto bianco, senza intenzione. Erano bianchi allo stesso modo. Forse erano questa cosa: la veranda, la riva, le vele. Una donna ha cominciato a tossire, si è girata e ha tossito di nuovo, si è portata le mani alla bocca, poi alla gola, il viso rosso, quasi rantolava. E c’era il quadro con la riva, e la veranda, e profili bianchi di vele, e c’erano loro, bianchi allo stesso modo e non lo sapevano; guardavano ora al largo del quadro, ora la donna che forse stava morendo. La donna non smetteva di tossire; è corsa fuori dalla porta sbagliata.

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– anni fa, o ieri, o sempre mai –