Una presenza molesta – la mia forma umana – capace di farmi credere alla luce e che esista un altro fatto intoccabile come l’amore.
In effetti esiste; se ne sta sui rami, fra i prati o nella torba; a volte anche nella carne e nell’arte. Soprattutto nella natura. 
Confida nel mio ascolto e che non cerchi di riporlo nella scatola delle certezze.

Un pensiero tagliente e feroce e senza riparo. Mi permette solo di far coincidere la mia inconsistenza con la certezza  della sua esistenza. 

Certo è che sono labile e che sparirò ben prima di istruire la bocca alla sua rinuncia.