Nella busta ho messo la parola albero e le fronde bagnate dall’ultima pioggia.
Ho guardato la tavola e c’era un’arancia; l’odore è entrato insieme al pensiero del succo che cola aspro in gola.
Un picchio ha fatto il nido nell’angolo; qualche pagliuzza si è impigliata al tuo nome.
Quando la aprirai, sentirai il fiato carico di neve che è caduta stanotte e il crocchiare delle mie scarpe che lasciano le prime impronte.
Poi farà capolino la parola maggio e le gemme ti fioriranno gli occhi e la parola bacio le sfiorerà e l’erba aprirà l’asfalto e la gioia spunterà e spunterà.