Nel fuorisole liquido. Noia dilavata. Cavallette inseguono meraviglie.
Luglio schiuma quasi vero sopra i visi dei bagnanti, sui corpi seminudi, seminati armati di untuose attenzioni che modellano superfici.

Sui teli i bip dei cellulari  – Ice gel and tel you are beautiful –

L’acqua favoleggia continuità nella misura in cui sanno diventare similerba, pastura per la faccia.
Sembra un tempo felice.

Fra le gambe si aprono riviste.
Pag. settantasette regime dietetico: il tuo programma per sconfiggere il mostro sotterraneo.
Siamo resistenza. Inesistenza. La grande lotta che lucida paccottiglia.

Sopra tutto è la solitudine .
La pornografia ha il suono livellato da un altoparlante.
Sovrastare per esistere.

Pag. ottantasei, parole crociate, caselle nerebianche, bianchenere, facilitate.
Il vento fruscia le pagine come ali di allodole.
Mucche si apparecchiano sull’erba. Frodano percorsi di formiche.

Si attenuano le ansie, qui.
I colori si squamano sui risvegli domestici.
Si ritemprano sottintesi.

Pag. due: nero su nero, il tuo tempo sector adventure.
L’eternità figlia facili altitudini.
Si rischia il movimento fantastico che accomoda in sembianze di assoluto.

Uno splash frena il grido di un bambino. Un singulto.
L’abominevole desiderio galleggia sul fondo.
Che sia inappagabile è la condizione per le braccia che si sporgono e per quelle sospese, paghe di sé.

La donna giace sul verde stinto, tette all’aria.
Il sole sostiene il suo torpore. Sul grande cuore, sulle mele, sulle farfalle scure.
Finge distrazione alle dita, sfiora il sogno blasfemo. E tenta sé.

Da dietro le lenti l’apnea raschia il delirio della possibile fatica.