Estate a passeggio fra le rose
quasi vere le cose portate dall’aria,
i cani a passeggio,
due amanti sulla panchina.
Lui la stringe.
Lei piange.
Un’aria di vetro leva un volo di musica araba.
Una donna è seduta a un tavolino di un bar
chiuso per ferie.
Gli amanti si baciano.
Lui la stringe più forte.
Lei non smette di piangere.

Ferma in mezzo al giardino faccio
il giro delle cose che si vedono
convinta del loro esistere
nell’istante che si contorce al calore
di un’estate qualunque.

Con precisione a quel punto annuso un bizzarro odore di mucca.
Una donna ucraina toglie uova dalla borsa. Mi chiede una via.
Non sono di qui, rispondo.